Il Progetto "Innovagiustizia"

Innovagiustizia fa parte del piano nazionale "Piano di diffusione delle Best Practices negli Uffici Giudiziari italiani".
Il piano nazionale è frutto di un accordo tra il Ministero della Giustizia, il Dipartimento per la Funzione Pubblica, il Ministero del Lavoro e le Regioni italiane che  hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per favorire la diffusione sul territorio nazionale della positiva esperienza di innovazione organizzativa e di miglioramento della qualità dei servizi realizzata dalla Procura di Bolzano con la precedente programmazione del Fondo Sociale Europeo 2000-2006.

Il piano è finanziato dal Fondo Sociale Europeo attraverso le risorse disponibili in base agli obiettivi di riferimento delle regioni italiane.

Il progetto, che si pone come obiettivi la riorganizzazione dei processi lavorativi e l'ottimizzazione degli Uffici Giudiziari, nasce dal patrocinio della Regione Lombardia con l’utilizzo del Fondo Sociale Europeo 2007-2013, allo scopo di realizzare un processo di change management all’interno di 7 sedi giudiziarie della Regione Lombardia.

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A dicembre 2011 è oramai tempo di tirare le somme di un'esperienza sicuramente innovativa per il territorio lombardo, i cui principali risultati vengono brevemente esposti di seguito.

I RISULTATI DEL PROGETTO INNOVAGIUSTIZIA

1.      Miglioramento del rapporto con i cittadini

Non tutti sanno che più di un terzo dei cittadini che frequentano gli Uffici Giudiziari lo fanno non per cause penali o civili, ma per pratiche legate alle loro vite quotidiane (certificati, domande di tutela ecc.). Il progetto ha portato ad un'innovazione, in certi casi radicale, delle modalità di rapporto Uffici Giudiziari-cittadini:

  • in molti uffici creando o riorganizzando l’Ufficio Rapporti con il Pubblico (Brescia, Cremona, Milano)
  • in altri riorganizzando tutto il settore della volontaria giurisdizione, rendendolo più accessibile, anche con sportelli decentrati (Monza, Crema)
  • in tutti gli uffici predisponendo una Guida o una Carta dei servizi
  • in alcuni uffici avviando una gestione attenta e rispettosa dei testimoni (Milano)

 

2.      I “conti” dell’Ufficio Giudiziario

In una situazione così difficile per la finanza pubblica, gli Uffici Giudiziari partecipanti al progetto “si sono fatti i conti in tasca”. Tutti gli uffici hanno il Bilancio sociale, tengono sotto esame costante le “spese di giustizia” e già questo permette di governare con maggior consapevolezza i costi, oltre alle entrate per lo Stato. Emerge che il Tribunale di Brescia è sostanzialmente “in attivo”, o meglio costa alla collettività un po’ meno di quanto faccia incassare (bisogna esprimersi in questi termini, perché gli UUGG non hanno autonomia di bilancio). La Procura di Monza ha visto diminuire drasticamente i costi delle intercettazioni, malgrado l’impegno in inchieste clamorose.

3.      Un gran numero di innovazioni organizzative

Il miglioramento di un ufficio pubblico è un processo non semplice e non breve, che non si realizza né per decreto né dall’oggi al domani. Infatti l’innovazione organizzativa e un miglior funzionamento passano attraverso molti cambiamenti piccoli e grandi. Il progetto ha censito più di 80 interventi di miglioramento, introducendo una quarantina di nuove best practice e consolidando le best practice esistenti. Questo ha portato, a seconda dei casi,

  • a riorganizzare tutte o in parte le cancellerie
  • accelerare i processi di digitalizzazione in atto
  • in alcuni casi a smaltire arretrati
  • migliorare le cooperazione magistrati-cancellieri

4.      Uffici Giudiziari “in rete” con le altre istituzioni pubbliche locali

Sperimentazioni sporadiche di collaborazione con gli enti locali sono state sviluppate dal progetto in modo sistematico. A Monza e Brescia è stato creato il Tavolo per la Giustizia, a Varese si sono consolidate con il BRS le relazioni con gli stakeholders, a Crema e Cremona si sono attivate collaborazioni con gli enti locali.  Da tale collaborazione è nato sia un miglioramento dei servizi per i cittadini (es. sportelli decentrati per la volontaria giurisdizione), sia una disponibilità di risorse aggiuntive per gli UUGG. Gli Uffici Giudiziari sono oggi meno castelli inaccessibili e più sistemi integrati nel territorio.

5.      Gli operatori della Giustizia (magistrati, cancellieri, upg) al lavoro per migliorare il servizio

Grande partecipazione al progetto degli operatori della Giustizia. Sono stati coinvolti, hanno partecipato a riunioni o elaborato idee e proposte circa il 20% dei magistrati (130 su 660) e il 35% del personale amministrativo e di cancelleria (quasi 500 su 1550). Questa è una grande innovazione in sé, rispetto alla tradizione organizzativa e di lavoro degli Uffici Giudiziari.

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