Procrastinare: ma che significa?

Si sente spesso parlare di procrastinazione: un termine complesso che si utilizza per definire la tendenza a spostare sempre più in là nel tempo compiti o doveri che ci spettano.

Quello del procrastinare è un atteggiamento che prima o poi tutti sperimentano nella propria esperienza personale.

“Da domani mi cerco un lavoro” o anche “Da domani smetto di fumare” sono alcuni degli esempi classici del problema.

Da notare, inoltre, che la procrastinazione può essere anche selettiva, quando riguarda solamente alcuni degli aspetti della propria vita: un esempio è quello di colui che è diligentissimo nel gestire gli aspetti lavorativi della sua vita ma non riesce proprio a decidersi a fare le pulizie in casa.

Qualche motivo per cui la procrastinazione è il tuo peggior nemico

procrastinazione Il vecchio adagio che ripete “non rimandare a domani quello che puoi fare oggi” ha più ragione che mai.

Alcuni psicologi sostengono che la procrastinazione sia solamente un meccanismo di difesa che assumiamo per combattere l’ansia che, normalmente, ci assale quando ci aspetta un compito sgradito o faticoso. Ma bisogna comprendere, per superare il problema , che la procrastinazione è il nostro peggior nemico, e questo per diversi motivi.

1) L’ansia. Il fattore che si cerca inconsciamente di esorcizzare spostando in là gli impegni, e cioè l’ansia di doverli svolgere, in realtà non fa altro che accrescere con il passare del tempo. Come diceva William James, “Non c’è nulla di così faticoso come sostenere l’eterno peso di un compito non concluso”.

2) L’insicurezza. Chi continua a rimandare compiti e impegni sgraditi è insicuro, sostanzialmente ha paura di qualcosa: di assumersi una responsabilità, di faticare, o di altri fattori.

3) Procrastinare stressa: punto che potrebbe essere collegato a quello dell’ansia. Spostare i compiti sempre qualche giorno più in là non libera dall’oppressione che i compiti stessi portano con sé, anzi, non fa altro che creare una sorta di “ombra minacciosa”, una spada di Damocle che si protrae nel tempo quando avremmo potuto benissimo fare quello che dovevamo e toglierci il pensiero.

4) Procrastinare rende inefficienti e disorganizzati: anche questo punto si collega ai precedenti. Una persona dalla vita normale, che ha quindi un lavoro e degli impegni a carico, non può continuare in eterno a spostare gli appuntamenti col dovere più sgraditi, perché questo non farà altro che accumulare un carico di lavoro nei giorni a seguire.

Perché smettere di procrastinare: qualche spunto

Smettere di rimandare può aiutare nel recuperare serenità e tranquillità per il futuro, ma soprattutto toglierà quella sensazione di peso e di senso di colpa (già, perché rimandare fa sentire in colpa) che schiaccia tutti i procrastinatori più accaniti.

Il segreto? Concentrarsi “sul primo passo”, ovvero: iniziare.
Senza farsi troppi problemi, prendere in mano quel compito/impegno tanto noioso e cominciare.
Da lì è tutto in discesa.